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Non c'è futuro senza passato. Risposte varie |
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Scritto da segretario
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Sono con te per quanto affermi, ma vedo che ancora pochi sanno del passato Borbonico in modo sufficiente; i più provano quasi fastidio nello scavare nella stori , quasi come se si fosse dei necrolili . Ma la storia del ns. passato ci insegna a vedere con sguardo nuovo il futuro e infonde ,talvolta, una forza quasi indescrivibile . Ciao Fiore , Forza e Onore. Bruno Di Martino il meridione ha un grosso passato...ma guardiamo al fututo, per noi, per i nostri figli e per i nostri nipoti.Giustamente qualcuno ha suggerito di formare un unico grosso gruppo e non tanti plotoncini che non hanno possibilita' di raggiungere grossi traguardi. La lapide in Caserta è una delle tante scritte dai beneficiari dell'Italia unita, i De Santis, Spaventa, ecc. o dai giovani imbevuti della storia scritta dai filosavoia. L'Italia ne è piena, non solo il Regno di Napoli. Questa pessima abitudine è nata già nel Risorgimento, basta pensare alla "riscoperta del Balilla" nel 1846, ad opera di Goffredo Mameli, figlio di sardi, a Genova per commemorare la rivolta del 1746, conosciuta come del Balilla, contro gli Austropiemontesi, divenuti per Mameli "Austriaci", ovviamente falsando la storia della gloriosa Repubblica che ha combattuto per secoli l'espansionismo dei Savoia. Penso personalmente che devono vergognarsi gli autori e fautori, non il popolo di Caserta, in questo caso. Quanto ha avuto in premio l'autore della lapide? Da ricerche effettuate simili "lavori" erano ben remunerati, l'amore per la nuova Italia era legata al portafogli. Questo per dovere civico, saluti, Salvatore Bafurno.
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