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Tra pochi giorni, con l’avvio dell’Alta Velocità ci dicono che il trasporto ferroviario subirà una rivoluzione: da Firenze basteranno 37 minuti per raggiungere Bologna; 1 ora e 45 per Milano; 2 ore e 45 per Torino; 2 ore e 03 per Venezia; 1 ora e 31 per Verona. Firenze e Milano saranno collegate con 44 treni veloci al giorno. Roma e Bologna servite da 70 treni Frecciarossa e Frecciargento. 8 nuovi treni veloci da Firenze Campo Marte, via Milano Porta Garibaldi per Torino e due nuovi collegamenti da Firenze per Venezia. Ma nelle Due Sicilie come vanno i collegamenti ferroviari? Se nel sistema “ad albero” che convoglia merci e persone dal Sud verso il Nord lungo le direttrici Adriatica e Tirrenica, le cose vanno discretamente, non altrettanto si può dire dei collegamenti inter-duosiciliani.Ho provato a guardare su Internet i tempi che ci vogliono per collegare tra loro le varie e più importanti città duosiciliane, in una ipotetica rete ferroviaria duosiciliana. Ebbene, leggete i risultati: Da Pescara a Foggia 3 ore e 20 minuti; Da Pescara a Bari 5 ore e 20; Da Pescara a Napoli 6 ore e 30; Da Pescara ad Agrigento 18 ore (!!); Da Napoli a Foggia 5 ore; Da Napoli a Bari 4 ore; Da Napoli a Potenza da 2 a 3 ore a seconda del treno; Da Napoli a Catanzaro 4 ore e 20; Da Napoli a Reggio 5 ore e 30; Da Potenza a Sibari 3 ore; Da Sibari a Catanzaro 3 ore e 30; Da Bari a Catanzaro 7 ore (!!); Da Bari a Reggio 8 ore e 30; Da Palermo a Messina 3 ore e 15; Da Palermo a Catania 5 ore; Da Catania ad Agrigento 5 ore. Questo, a mio avviso, non è soltanto il risultato della trascuratezza in cui s’è tenuto il Sud, ma è anche un disegno ideologico: rendendo difficile viaggiare tra le varie città del “Regno” il risultato sarebbe stato (e lo è stato) che coloro che prima costituivano un popolo, il più identitario di tutta la penisola italica, ora sarebbero stati dei perfetti sconosciuti, senza alcun interscambio nè economico, nè culturale. Per noi doveva esistere una sola realtà, una sola meta e un solo miraggio: il Nord. Un modo come un altro per tenerci divisi e all’oscuro della nostra identità duosiciliana. A voi le dovute riflessioni. Giovanni Mustafa
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