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Scritto da Webmaster   

Cosa sono i “Comitati delle Due Sicilie”? Chi e cosa rappresentano? E cosa vogliono coloro che li hanno costituiti?

Per rispondere in maniera sintetica, e allo stesso tempo efficace, alla prima domanda ci è sembrato opportuno parafrasare quella celeberrima definizione che il filosofo Immanuel Kant diede dell’Illuminismo nel 1784;[1] e perciò anche noi affermiamo con convinzione che i “Comitati delle
Due Sicilie rappresentano l’uscita del Popolo meridionale dallo stato di minorità che esso deve
imputare per prima cosa a centoquarantasette anni di scellerato colonialismo e in secondo luogo
anche a se stesso”.
Per quanto attiene allo “scellerato colonialismo” perpetrato ai danni dell’ex Regno delle Due Sicilie dall’italica “Intelligencjia” in quasi un secolo e mezzo, astenendoci dal ripercorrere le numerose e funeste scelte politiche che hanno progressivamente e inesorabilmente depauperato la nostra un tempo “Patria felix” (che all’alba della proditoria invasione savoiarda figurava al terzo posto, tra le potenze più industrializzate e progredite dell’epoca), ci limitiamo a dire soltanto che la famigerata “questione meridionale” italiana nacque dopo la creazione dello Stato savoiardo, checché ne dicano le varie vulgate più agiografiche che storiche susseguitesi ininterrottamente dal 1860 in poi.
Per quanto riguarda lo “stato di minorità” che il Popolo Duosiciliano deve imputare “anche a se stesso”, fatta eccezione per diversi di quei moti suscitati dall’orgoglio nazionale i quali condussero tanti nostri compatrioti alla galera o al patibolo, con l’infamante e quasi sempre falsa accusa di “brigantaggio”, dobbiamo purtroppo prendere atto del fatto che quello che ci è toccato in sorte da circa centocinquant’anni in qua ce lo siamo voluto noi.
Ce lo siamo voluto prima con la folle illusione che bisognava combattere a fianco dei nostri liberatori”; poi con un inammissibile rassegnato stato catatonico che ci ha praticamente immobilizzati, lasciandoci alla mercè dei tanti capipopolo meridionali asserviti ai vari governi non certo benevoli con noi; e poi ancora con una sconcertante e progressiva perdita di memoria storica, di coscienza nazionale e  dignità.
Ciò detto, va da sé che la risposta alla seconda domanda  che abbiamo premesso all’inizio di questo manifesto è (e può essere) una sola: i Comitati delle Due Sicilie rappresentano tutti i Meridionali intenzionati a uscire dallo stato di minorità in cui si trovano da troppo tempo e la volontà di realizzare questo progetto promuovendo la riscoperta della nostra gloriosa storia, della nostra identità e della nostra cultura, senza cui non potremo mai sperare di tornare a riprenderci la dignità, il posto e il ruolo che ci competono.
Quindi chi si è fatto promotore della costituzione dei Comitati delle Due Sicilie vuole far sì che le Regioni e la popolazione un tempo costituenti il Regno delle Due Sicilie acquistino, all’interno dello Stato italiano, unitario e repubblicano, quella considerazione e quella dignità che finora, complici interessati maneggi di certa parte del Paese e perdita di memoria storico-politica di un’altra parte, non hanno mai avuto.
Certo, il cammino non sarà breve né facile, e probabilmente alla meta arriveranno solo i nostri
discendenti. Tuttavia è indubbio che noi abbiamo l’obbligo morale di preparare il terreno a chi
verrà dopo di noi, per renderlo cittadino consapevole, attivo e arbitro del suo destino.
Forza e onore!

Gabriele Falco

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[1] I. KANT, “Che cos'è l'illuminismo. Riflessione filosofica e pratica politica”- Königsberg, Prussia, 30 settembre 1784.

 
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